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venerdì 13 dicembre 2013

Monia Minnucci con la sua nuova pubblicazione "IL FIUME DI VETRO" - il Comunicato Stampa a "scritturati"



COMUNICATO STAMPA
Inizia il conto alla rovescia 
per la nuova pubblicazione di Monia MINNUCCI


IMMAGINE DI COPERTINA " La NOTTE " 
OPERA ORIGINALE DELL'ARTISTA IRENE SITIBONDO
PER GENTILE CONCESSIONE DELL'AUTRICE
- impaginazione grafica a cura di Lucia D'Esposito -

PREFAZIONE

I racconti di Monia Minnucci attraversano i diversi territori della “diversità” mediante una serie non casuale  di “io narranti” che incarnano personaggi appartenenti ai luoghi della “differenza” e dell’ “emarginazione”, descritti senza alcuna volontà di giudizio, con un linguaggio spesso aspro e crudo, o ancor meglio “crudele”, perché è l’esperienza del negativo che Monia ri-crea con la scrittura, della finitudine e dell’imperfezione: del resto, come sosteneva Georges  Bataille, il negativo non si sceglie, si espia. In questi racconti, in cui spesso domina l’eccesso, nei temi e nel linguaggio, si ritraggono personaggi segnati dal dramma esistenziale, come a voler testimoniare che il significato drammatico dell’esistenza non risiede nell’incertezza e nel dubbio della salvezza (in senso religioso), ma nel semplice fatto di esistere. Sono personaggi “osceni”, nel senso che vivono e agiscono al di fuori della scena dominante, quella dei poteri vecchi e nuovi che ostacolano e spesso impediscono agli individui di essere liberi e di essere felici, vittime consapevoli e inconsapevoli, incapaci di accettare una impossibile “normalità”.
I racconti di Monia  sprigionano urla e sospiri, parole e sangue, passioni e afasie, tragedie storiche e personali, amore e morte. Si nutrono d’incanto e disincanto, di trasgressione e d’innocenza, di utopia e di disperazione. Ed alla fine del viaggio, attraverso i sotterranei dell’inferno quotidiano, come evocate da un silenzio assordante, tornano a risuonare le parole finali di Stellina, uno dei racconti più emblematici della raccolta, parole al tempo stesso di denuncia socio-politica e di solidarietà umana: “Il marchio dell’infamia e del pregiudizio lo conosco bene e lei, Stellina, conosceva il mio calvario, la mia missione…
Ma dio santo, sono solo un uomo!” 

Amedeo di Sora




Monia Minnucci nasce a Sora il 5 maggio 1973.
La sua personalità è tendenzialmente creativa, tanto che, in età molto giovane compirà la scelta di studi artistici. La sua arte è strettamente correlata alla letteratura, ma ancor più alla psicologia. 
Monia si auto-indaga, mentre traduce in opere letterarie la sua esistenza, spesso travagliata, con una capacità analitica che fuoriesce come un fiume in piena.
La si potrebbe definire una grande traduttrice dei sentimenti umani: li plasma, li studia, li condanna ma spesso e con velata indulgenza, li assolve. 

Ha pubblicato due libri di poesia “La bambola rotta”, edito da Aletti Editore e, recentemente “Chiedi all’inchiostro del buio”, edito da Book Publishing (A G).
Presente in numerose antologie poetiche, si classifica prima in diversi concorsi letterari, fra i quali: 
Premio Nazionale Virella Apicella Granese con la poesia “Il libro degli spersi”
Prima classificata con  il racconto: “Il bastardo” nel concorso Letterario “I racconti dell’agenzia del perdono”, indetto dalla  Casa editrice Livello4 




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